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Giù le utility, pesante A2a dopo presentazione piano

Bymastipico

Nov 25, 2022


(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Seduta pesante per le utility a Piazza Affari, all’indomani dell’annuncio del Governo dei dettagli dell’aumento delle tasse sugli extra-profitti per il 2022. Sul mercato, la più penalizzata è A2a dopo la presentazione del piano che ha visto una riduzione degli investimenti. Le vendite colpiscono anche Enel e Hera mentre Italgas limita le perdite.

Il Governo ha deciso di introdurre una modifica alla tassazione del 2022 con un innalzamento dell’aliquota del prelievo sull’incremento del gross margin ai fini Iva dal 25% al 35%. Introdotta poi una tassazione sugli utili (al 33% degli utili superiori al 20%, come da proposta Ue per il settore energia). «Dalla tassazione degli extraprofitti il settore aveva visto impatti tra i 30 e 70 mln euro a seconda della società – dicono gli analisti di Equita – che verrebbero quindi incrementati del 40%». Per gli analisti «si tratta di una notizia negativa per il segmento anche se gli importi non sono particolarmente rilevanti».

Per quanto riguarda A2a, gli analisti di Intermonte (neutral, target price a 1,40) notano che rispetto al piano dello scorso anno gli investimenti sono stati ridotti dell’11% (da 18 a 16 mld), confermato l’obiettivo di ebitda al 2026, ridotto quello al 2030. Utile netto rivisto al 2026 a 600 mln da 500, al ribasso al 2030 a 700 mln da 780. Gli analisti di Equita (buy con target a 1,83) considerano «positivo l`approccio conservativo in questa fase con la riduzione del piano di investimenti nel periodo 2021-26» e imputano il miglioramento dei target al 2026 «a un effetto scenario nell`area Energy, mentre andrà verificato il minore contributo dei networks. Sarà importante verificare la conferma della dividend policy», sottolineano. Banca Akros conferma il netrual sul titolo sottolineando i minori investimenti in uno scenario di maggiori tassi di interesse, volatilità del prezzo del gas e preoccupazioni sulle forniture.

Mazzoncini: interessati ad asset Edison

«È presto per dirlo, ma se degli asset di generazione importanti come quelli di Edison finissero sul mercato è ovvio che A2A sarà interessata». Così Renato Mazzoncini, in un colloquio con Radiocor, ha commentato la possibile partita che si potrebbe aprire attorno alla società di Foro Buonaparte qualora Edf decidesse di avviare una progressiva uscita dal capitale, che oggi controlla al 100%. Al momento, nessuna decisione sarebbe stata ancora presa dal colosso parigino, su cui lo Stato ha lanciato un’Opa per nazionalizzarlo completamente. Tra i possibili soggetti interessanti, sul mercato, oltre al nome di A2A è circolato quello del fondo F2i, che già controlla – oltre a vari portafogli di rinnovabili – anche Sorgenia.



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